{"id":1108,"date":"2020-11-17T07:34:03","date_gmt":"2020-11-17T05:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=1108"},"modified":"2020-11-17T07:34:03","modified_gmt":"2020-11-17T05:34:03","slug":"virus-pandemici-ed-eclissi-dello-stato-di-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=1108","title":{"rendered":"VIRUS PANDEMICI ED ECLISSI DELLO STATO DI DIRITTO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg\" alt=\"Luigi Rapisarda\" width=\"245\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-533\" srcset=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-768x940.jpg 768w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a> Le innumerevoli torsioni nella sequenza degli strumenti normativi che si sono adottati nel braccio di ferro tra governo e regioni oltre ad aver creato un groviglio di regole spesso contraddittorie e senza una verosimile copertura costituzionale,hanno esposto cittadini, imprese, e famiglie a disorientamento e disarticolazioni del normale vivere quotidiano.<br \/>\n Una carrellata di regole con cui si sono imposti presidi protettivi, posti contingentati, frastornando le tante categorie produttive, spesso costrette ad inseguire prescrizioni, contraddittorie tra norme nazionali e del territorio, intersecate da marce indietro, inasprimenti e chiusure delle attivit\u00e0 commerciali,delle scuole e dei luoghi di formazione, frustrando e mettendo in ginocchio i ritmi quotidiani del sistema socio economico e familiare, con la conseguenza della desertificazione dei rapporti commerciali e lo stravolgimento dei rapporti personali quotidiani.<br \/>\n In questo scenario, talvolta concitato, con un virus invisibile ed insidioso,non sono stati pochi a sollevare severe critiche sulla legittimit\u00e0 formale e sostanziale dei modelli normativi adottati.<br \/>\n E non vogliamo ergerci a censori, guardando questa triste ed irrefrenabile emergenza pandemica con il senno di poi, dove tutti siamo bravi a vedere nitidamente le soluzioni.<br \/>\n Ma partiamo dei dati di fatto che si sono mostrati nel corso degli eventi.<br \/>\n Uno, ed \u00e8 il primo e pi\u00f9 importante, \u00e8 il fatto inconfutabile che quasi tutti gli scienziati avevano preconizzato la temibile recrudescenza.<br \/>\n Lo stesso avevano fatto alcune autorevoli agenzie che hanno tenuto sotto sorveglianza i flussi del contagio sui territori, tra cui la oramai nota fondazione Gimbe di cui \u00e8 Presidente il prof. Nino Cartabellotta.<br \/>\n In mezzo a questi ripetuti avvertimenti vi era chiaro l&#8217;invito a non lasciarsi sorprendere da questa seconda ondata, predisponendo quanto pi\u00f9 possibile tutti i potenziamenti necessari, tanto delle strutture sanitarie ma soprattutto, come veniva a gran voce indicato da innumerevoli esperti del settore, della rete di medicina di base, molto poco affidabile nella funzione di strumento di primo intervento per deflazionare il prevedibile ingolfamento dei pronto soccorsi e degli ospedali.<br \/>\n Purtroppo niente di tutto questo si \u00e8 avuto, o molto poco.<br \/>\n I potenziamenti sono rimasti fermi, o comunque non pare essere stati adeguati, con i respiratori della terapia intensiva lasciati in non uso, o accatastati in attesa del completamento della formazione del nuovo personale( come appreso dal Commissario Arcuri, circa 30 mila neoassunti)ed alla predisposizione di nuove strutture, che solo nel mese di ottobre si sono incessantemente riattivate, con appelli anche a richiamare in corsia, sebbene su base volontaria, molti medici in pensione.<br \/>\n Sta di fatto che, vuoi per un eccessivo allentamento delle regole in estate, vuoi per una imprudente serie di ponderazioni sbagliate, come nel caso dei trasporti, lasciati alla capienza quasi massima, 80% che in tante grandi citt\u00e0, nelle ore di punto presi d\u2019assalto, probabilmente anche per una riduzione delle corse, hanno fatto registrare affollamenti ben oltre il limite, ci stiamo ritrovando in una situazione di massima emergenza, con gli ospedali al collasso, file interminabili ai pronto soccorso, mentre in alcuni casi scarseggiano i presidi essenziali, come ossigeno e farmaci indispensabili, oltre all\u2019ancora pi\u00f9 grave decisione di tanti ospedali di sospendere assistenza e cura per tutte le altre patologie.<br \/>\n In questo quadro allarmante per la salute di ciascuno si sta consolidando un aspetto assai preoccupante sul modalit\u00e0 e gli strumenti normativi con cui si mettono in atto divieti e prescrizioni per contrastare la diffusione del virus.<br \/>\n Ovviamente non stiamo parlando di quelle nazioni dove il virus sembra essere stato un pretesto per far passare un accentramento di poteri in capo all\u2019esecutivo, esautorando il Parlamento, fino alla fine della pandemia, ossia ad arbitrio del despota di turno e contestuale bavaglio, anche alla stampa con contestuale minaccia di misure penali: \u00e8 il caso pi\u00f9 emblematico \u00e8 quello dell\u2019Ungheria di Viktor Orban, fatto oggetto anche di qualche richiamo da parte dell\u2019Ue.<br \/>\n Stiamo parlando dell&#8217;Italia, ove vige il principio di legalit\u00e0 e di riserva di legge in tutti i casi in cui ci sono di mezzo i diritti fondamentali della persona.<br \/>\n Singolare \u00e8 il fatto che nel nostro sistema costituzionale non si \u00e8 prevista alcuna ipotesi di emergenza nazionale e di conseguenti regole di esercizio dei poteri in capo alle istituzioni, a cominciare dal Parlamento.<br \/>\n La questione non \u00e8 di poco conto.<br \/>\n \u00c8 proprio l&#8217;esistenza di un cos\u00ec clamoroso vuoto di norme di rango costituzionale, ha indotto il governo a ricorrere ad ipotesi normative analogiche, e cio\u00e8 all\u2019unica caso di previsione normativa di emergenza nazionale prevista nella Legge regolativa dei poteri e gli interventi della Protezione civile.<br \/>\n Cos\u00ec ancorandosi a tale previsione legislativa si \u00e8 costruito un impianto normativo con regole di rango secondario, dalla mera natura amministrativa, sul presupposto di una dubbia legittimazione conferitagli da un decreto legge, divincolando cos\u00ec tutta la normazione susseguente, sotto forma di Dpcm, da qualsivoglia coinvolgimento del Parlamento.<br \/>\n Con la singolare conseguenza di agire a mezzo di atti autoritativi di natura amministrativa, Dpcm, su libert\u00e0 e diritti fondamentali, coperti da riserva di legge, o da guarentigie giurisdizionali (che fuori dal gergo tecnico vuol dire che nella generalit\u00e0 solo una legge dello Stato pu\u00f2 imporre restrizioni, e singolarmente solo un provvedimento dell&#8217;Autorit\u00e0 giudiziaria)decretandone liberamente la sospensione, con grave vulnus costituzionale.<br \/>\n Quindi \u00e8 bastato un Dpcm, ossia, un semplice  atto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ad eludere tutti i passaggi che sono previsti, invece, nell\u2019esercizio delle fonti primarie: Parlamento, in primo luogo che ne \u00e8 il titolare e successivamente il controllo del Presidente della Repubblica, in sede di promulgazione e della Corte Costituzionale, nel caso di proposizione della questione di costituzionalit\u00e0.<br \/>\n E la conseguenza, non da poco, che l\u2019unica possibilit\u00e0 di poter impugnare o portare ad una verifica di legittimit\u00e0 il Dpcm \u00e8 un ordinario ricorso al Tar, come qualunque atto o provvedimenti amministrativo.<br \/>\n Un potere per di pi\u00f9 esercitato monocraticamente ossia sotto la singola responsabilit\u00e0 del Capo del Governo, come a configurare una sorta di presidenzialismo atipico, ove ad esercitare poteri monocratici derogatori non \u00e8 il Capo dello Stato come si verifica nei sistemi presidenziali, Usa o semipresidenziali, Francia, ma il premier, senza godere, come \u00e8 nel nostro sistema rappresentativo a centralit\u00e0 parlamentare, di alcuna legittimazione popolare.<br \/>\n A tanta disinvoltura, nell\u2019adozione degli strumenti normativi adottati da parte di Premier, Governo e Regioni, peraltro oggetto anche di un preciso monito del Presidente della Repubblica, perch\u00e9 non si mettesse in ombra il Parlamento, tra le critiche pi\u00f9 autorevoli alla legittimit\u00e0 formale e sostanziale degli stessi, non possiamo non citare le puntuali doglianze del prof. Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale e le suggestive considerazioni di Aldo Maria Valli, con il suo pamphlet \u201cVirus e Leviatano\u201d.<br \/>\n La tesi del prof. Sabino Cassese che ha espresso queste sue pregevoli osservazioni, in diverse interviste sulla stampa nazionale, \u00e8 molto semplice ed arguta: se da una parte non si intravedono le condizioni per il ricorso ex art. 78 della nostra Carta costituzionale, alle norme regolative della deliberazione dello stato di guerra, come taluni hanno ipotizzato, dall\u2019altra egli mette in guardia da un percorso normativo del governo e delle regioni, nella lotta al virus pandemico, che non trova facile legittimazione nella Costituzione.<br \/>\n In quest&#8217;ottica il suo giudizio \u00e8 netto sul primo Decreto legge del 23 febbraio 2020 n.6, che ritiene senza giochi di parole \u201c fuori legge\u201d, al punto da far venire qualche dubbio sulle competenze giuridiche di chi tra gli incaricati degli affari giuridici e legislativi ne ha predisposto il testo.<br \/>\n Per fortuna con il successivo Decreto legge del 25 marzo 2020 n.19 il precedente \u00e8 stato quasi del tutto abrogato.<br \/>\n Particolare critica Egli riserva anche alla qualit\u00e0 dei provvedimenti: mal formulati, contraddittori e densi di rinvii, rendendo le disposizioni poco decifrabili.<br \/>\n Altra rilevante doglianza del prof. Cassese si indirizza sulla potest\u00e0 normativa e regolamentare che si sono arrogate le Regioni in questa emergenza, in contrasto con quanto previsto dal dettato costituzionale.<br \/>\n Il riferimento \u00e8 chiaramente all\u2019art.117 della Costituzione, ove al comma 2 lettera q, prevede: \u201cLo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: ..\u201d protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale..\u201d<br \/>\n Una indubbia ipotesi di competenza esclusiva, trattandosi di eventi infettivi con caratteri sovranazionali, rientrando tipicamente nei poteri e titolarit\u00e0 normativa dell&#8217;autorit\u00e0 centrale.<br \/>\n Che mal sopporta, anzi pone in chiaro  profilo di illegittimit\u00e0 tutte le disposizioni derogatorie delle fonti statuali con riferimento in particolare alla libert\u00e0 di circolazione e libert\u00e0 d\u2019impresa.<br \/>\n Infine Egli ritiene un abuso l\u2019adozione reiterata di Dpcm, mentre si sarebbe dovuto ricorrere, per le disposizioni pi\u00f9 importanti allo strumento del D.P.R  Decreto del Presidente della Repubblica, e per tutte le questioni correlate al contenimento del contagio. a provvedimenti del Ministro della Salute.<br \/>\n Illustri considerazioni che portano a prevedibili effetti di illegittimit\u00e0 delle sanzioni, qualora tali fonti normative non dovessero essere ritenute conformi alla Costituzione dalla Corte Costituzionale.<br \/>\n Altrettanto rigore argomentativo  lo troviamo nel libro di Aldo Maria Valli.<br \/>\n Nel suo pamphlet egli non manca di sottolineare, forse un po&#8217; stupito, l\u2019aspetto acquiescente che i cittadini hanno avuto in occasione del primo lockdown, che egli definisce un momento in cui l\u2019Italia ha smesso di essere una Repubblica parlamentare e di tutelare i diritti costituzionali, arrivando, in certi momenti di questa pandemia, ad una sorta di esautorazione del Parlamento, cosa del resto sottolineata dalla stessa presidente del Senato, Casellati.<br \/>\n Al punto da chiedersi se l\u2019Italia non rischi di declinare verso uno Stato emergenziale istituzionalizzato.<br \/>\n Con conseguente carenza di quella dose di sensibilit\u00e0 che, come si richiede sui valori, deve restare alta, mentre sembra prevalere una narrazione ed un pensiero monodimensionale, come se avesse assopito quel pluralismo di pensiero, di visioni e progetti lungimiranti che \u00e8 uno dei cardini del sistema democratico.<br \/>\n  In tutto questo andirivieni, tra libert\u00e0 fondamentali sospese e tanta scarsa riflessione sui valori assoluti della persona, alla merc\u00e9 di semplici regole amministrative, anche il grande filosofo inglese Thomas Hobbes, di cui ricordiamo l&#8217;opera eccelsa &#8221; Il Leviatano&#8221;, sicuramente si star\u00e0 rivoltando nella tomba.<br \/>\n Egli teorizz\u00f2 il famoso aforisma &#8220;Homo homini lupus&#8221; e con esso l&#8217;ineludibile necessit\u00e0 per gli uomini di rinunciare ai propri diritti naturali, ad eccezione del diritto ad esistere,per associarsi tra di loro e affidare ad un&#8217;Autorit\u00e0 Statuale il gravoso e responsabile compito della regolamentazione della convivenza civile.<br \/>\n Ma non nascose tutti i rischi di tanta preziosa rinuncia che ciascun individuo doveva fare per avere assicurata una convivenza pacifica.<br \/>\n E se gi\u00e0 con Aristotele se ne affermava la natura di animale sociale, qui il predominio della volont\u00e0 comune a quella individuale diviene ineludibile, pur se con l&#8217;immanente rischio che la potest\u00e0 statuale come forza e potere potesse in qualsiasi momento divincolarsi  da linee morali o razionali.<br \/>\n Non a caso egli paragona il potere dello Stato al Leviatano, mostruosa figura biblica, ma inevitabile.<br \/>\n Queste cogitazioni, unitamente alle intuizioni di John Locke aprirono la strada alle teorie del Contratto sociale di Rousseau,che suggestionarono in qualche modo,l\u2019avventura della gloriosa rivoluzione inglese di Oliviero Cromwell e diedero vita e linfa, sebbene ne conobbero subito una opprimente degenerazione con il \u201cterrore\u201d, alla Rivoluzione francese di Maximilien Robespierre che fece da spartiacque con l&#8217;ancien regime.<br \/>\n Ma che furono anche alla base delle categorie Kantiane ed Hegeliane da cui presero le mosse Karl Marx, prima, e poi  Hans Kelsen e Carl Schmitt, protagonisti del pensiero giuridico-politico cui si raccordarono contrapposte dottrine che trovarono purtroppo nel secolo scorso, anche brutali declinazioni totalitarie<br \/>\n Da questi passaggi sarebbe nata l&#8217;aggregazione ed il sentimento di comunit\u00e0, insomma le civilt\u00e0 che connotano comuni fini di progresso e di benessere di un popolo, che altrimenti individui isolati non avrebbero mai raggiunto, a detrimento, tutto, dell&#8217;evoluzione umana.<br \/>\n Tuttavia ci son voluti tanti altri filosofi, da David Hume a Adam Smith, Charles-Louis Montesquieu, Voltaire, de Tocqueville, insomma tutta la schiera del pensiero liberale, perch\u00e9 si potesse costruire un concetto di Stato e le democrazie moderne e poi il pensiero sociale della Chiesa per mitigarne le asperit\u00e0 e dare un impronta solidaristica all&#8217;azione economica e civile.<br \/>\n Traversie secolari dell&#8217;accidentato percorso del pensiero politico e delle prassi per arrivare alle moderne nostre civilt\u00e0, che questa pandemia sta inusitatamente mettendo in serio pericolo per i tanti effetti deleteri tra cui la capacit\u00e0 di portarci ad una mutazione irreversibile dell&#8217;animo umano  con il rischi di scivolare verso un pericoloso nichilismo generazionale.<br \/>\nTanto da far configurare questa fase, ad Alessandro Giovannini, su \u201cL\u2019Opinione\u201d, come volgente ad una sorta di postdemocrazia e di nuovo decadentismo.<br \/>\n Una interessante analisi che mette a nudo, la clamorosa assenza di un discorso sui \u201cfini \u201d ossia sulla \u201cprogettualit\u00e0 politica e la visione..di Paese tra dieci o vent&#8217;anni\u201d.<br \/>\n Smarrimento valoriale che non pu\u00f2 non trovare la sua scaturiggine nella trasformazione della politica in una sorta di espressione \u201cliquida\u201d della societ\u00e0 e del consenso, \u201cche non consente di vedere in essa, nei partiti e nelle istituzioni, i laboratori del pensiero dei progetti e delle soluzioni\u201d.<br \/>\n Una disamina impietosa del baratro in cui stiamo rischiando di cadere,<br \/>\n E non si pu\u00f2 non condividere la sua amara constatazione che \u201c i vuoti non durano mai a lungo perch\u00e9 qualcuno o qualcosa  li colmer\u00e0 rapidamente\u201d.<br \/>\n Solo un capovolgimento di rotta, nel segno del recupero di un modello di politica che torni a farsi guidare da un vigoroso e serio progetto che si ancori fortemente nell\u2019intreccio di radici valoriali liberali, cattolici e riformisti di media e lunga visione, in cui la comunit\u00e0 civile economica e sociale,possa riconoscersi, pu\u00f2 salvarci da questo inesorabile declino.<br \/>\n  Insomma un cambio di passo che politica ed istituzioni nazionali e territoriali hanno il dovere di fare se non si vuole mantenere il Paese ostaggio di un esecutivo costretto a procedere secondo il monito di memoria manzoniana, rivolto dal Gran Cancelliere di Milano, Antonio Ferrer, al suo cocchiere, mentre la carrozza passa circondata dal popolo in tumulto per la carestia sopraggiunta alla peste: \u201c Adelante Pedro, con juicio, si puedes\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Rapisarda <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le innumerevoli torsioni nella sequenza degli strumenti normativi che si sono adottati nel braccio di ferro tra governo e regioni oltre ad aver creato un groviglio di regole spesso contraddittorie e senza una verosimile copertura costituzionale,hanno esposto cittadini, imprese, e famiglie a disorientamento e disarticolazioni del normale vivere quotidiano. Una carrellata di regole con cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,19],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1108"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1108\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.afa-online.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}