{"id":2019,"date":"2023-04-21T17:40:31","date_gmt":"2023-04-21T15:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=2019"},"modified":"2023-04-21T17:41:33","modified_gmt":"2023-04-21T15:41:33","slug":"le-istituzioni-tra-riforme-disarmonie-e-insidiose-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=2019","title":{"rendered":"Le Istituzioni tra riforme, disarmonie e insidiose prospettive"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg\" alt=\"Luigi Rapisarda\" width=\"245\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-533\" srcset=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-768x940.jpg 768w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a> Le Istituzioni della nostra Repubblica trovano il loro regolamento nella Carta<br \/>\nCostituzionale a partire dall\u2019art. 55 fino all\u2019art. 138.<br \/>\nL\u2019ultimo articolo, il 139, sancisce che:\u201dLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto<br \/>\ndi revisione costituzionale\u201d.<br \/>\nIn questo corpo di articoli sono delineate le composizioni, le funzioni e le attribuzioni<br \/>\nche l\u2019ordinamento costituzionale attribuisce al Parlamento, al Governo e alla<br \/>\nMagistratura, espressione dei tre poteri fondamentali dello Stato, alla figura del<br \/>\nPresidente della Repubblica e alla Corte costituzionale.<br \/>\nLe proposte che qui si compendiano sulle tematiche che attengono alle Istituzioni<br \/>\ndella nostra Repubblica vogliono essere lo spunto iniziale per il correlativo dibattito<br \/>\nsulle diverse questioni che afferiscono al loro funzionamento, a concrete disarmonie<br \/>\ne alle prospettive di riforma, che in questo momento attraversano il nostro sistema<br \/>\npolitico.<br \/>\nEsse propongono un progetto che, nel quadro di una visione organica, vuole affidare<br \/>\nal dibattito congressuale la sintesi di una comune condivisione su temi cos\u00ec cruciali.<br \/>\nVa da s\u00e9 che tanto pi\u00f9 sar\u00e0 capillare la partecipazione di ciascuno alla costruzione di<br \/>\nquesto progetto di paese sulle direttrici di quei valori solidi che la DC seppe<br \/>\nrappresentare, a partire dalla elaborazione, da parte dei nostri padri costituenti, della<br \/>\nCarta costituzionale, alla rapida ricostruzione del paese dalle rovine del secondo<br \/>\ndopoguerra, tanto pi\u00f9 si offriranno al paese robusti elementi di riflessione e di<br \/>\nproposta politica che da tempo mancano nell\u2019orizzonte prossimo e di lungo periodo.<br \/>\nUn progetto che dovr\u00e0 proporsi come nuova leva per una societ\u00e0 fondata sugli assi<br \/>\nportanti di un nuovo Umanesimo ed agire come volano per un nuovo modello di<br \/>\nsviluppo e di progresso dell\u2019Italia.<br \/>\n\u00c8 perci\u00f2 sotto gli occhi di tutti l\u2019importanza di questa assise per il florilegio di<br \/>\nquestioni, percorsi e approdi, che per una migliore organicit\u00e0 di trattazione, vale la<br \/>\npena affrontare brevemente secondo l\u2019autonoma specificit\u00e0 delle questioni.<br \/>\n1) Democrazia e bene comune<br \/>\nSe pensiamo che nel mondo sono circa il 20% le democrazie consolidate dobbiamo ritenere<br \/>\nancora lungo ed irto di ostacoli il cammino dell\u2019unico modello di governo che si basa sulla<br \/>\npartecipazione di tutti.<br \/>\nEppure non \u00e8 poco il fascino che la democrazia esercita sui popoli.<br \/>\nIl problema \u00e8 che quando in un paese oppresso si tenta un percorso democratico( come nel<br \/>\ncaso delle cosiddette primavere arabe)le reazioni delle \u00e9lite &#8211; economiche o religiose &#8211; che<br \/>\nfino a quel momento lo hanno avuto in mano, riescono sempre a rendere quell\u2019esperimento<br \/>\nun fenomeno spurio per quelle comunit\u00e0 non aduse ai modelli di democrazia, riportando in<br \/>\nauge regimi illiberali o ibridi, con qualche parvenza di pluralismo elettorale incapace per\u00f2 di<br \/>\nincidere su una struttura saldamente autocratica, dove \u00e8 facile mettere in discussione<br \/>\nl\u2019autonomia del potere giudiziario e delle Corti costituzionali, le autonomie territoriali e il<br \/>\npluralismo dei media e dei corpi intermedi.<br \/>\n2) II taglio dei parlamentari: una ferita alla democrazia rappresentativa<br \/>\nIl referendum sul taglio dei parlamentari del 2020 \u00e8 stata l&#39;ennesima mistificazione imbastita<br \/>\ndal movimento 5stelle messa in atto con l\u2019ingenua complicit\u00e0 del Pd allettato da un\u2019alleanza<\/p>\n<p>di governo che evidentemente si \u00e8 giocata cinicamente anche a prezzo, disinvolto, di un<br \/>\nprogetto di indebolimento delle nostre istituzioni rappresentative, pregiudicandone il sagace<br \/>\nequilibrio, come sapientemente fu disegnato dai nostri padri costituenti.<br \/>\nEsso nulla aveva a che fare realmente con obiettivi di risparmio di costi, che peraltro quando<br \/>\nsi tratta di presidi democratici volti ad assicurare la pi\u00f9 capillare rappresentanza del paese<br \/>\nnon sono mai eccessivi.<br \/>\nBasterebbe por mente ai costi per le auto blu, per dirne una, che impegnano ogni anno il<br \/>\nbilancio dello Stato.<br \/>\nCos\u00ec mescolando tematiche disomogenee e prendendo a pretesto la diatriba dei costi della<br \/>\npolitica, si \u00e8 finito per assimilare il massimo organo legislativo, alla maniera di un qualsiasi<br \/>\nbene di mercato, e come tale, di poter operare disinvoltamente con tagli e riduzioni, assai<br \/>\nconsistenti, senza contare che si incideva poderosamente, su funzioni cruciali che<br \/>\nrichiedono attenta ponderazione e delicati bilanciamenti per mantenere un giusto rapporto<br \/>\ntra territorio e rappresentanti.<br \/>\nOccorre fare argine alle tante insidie alla rappresentanza e alla centralit\u00e0 del Parlamento.<br \/>\n3)Recuperiamo il giusto equilibrio tra i poteri e difendiamo dalle tante insidie la<br \/>\nrappresentanza e la centralit\u00e0 del parlamento<br \/>\nNella dolorosa congiuntura sanitaria e socioeconomica generata da una pandemia senza<br \/>\nprecedenti non sono state infrequenti le aggressioni improprie ai cardini dello Stato di diritto<br \/>\ne alla concezione tripartita di Montesquieu.<br \/>\nEsempio tipico sono stati i famigerati Dpcm della presidenza del consiglio, facile strumento<br \/>\nper aggirare il controllo parlamentare, usati come sostitutivi delle procedure garantiste della<br \/>\nnormazione primaria, unica misura normativa, ablativa di diritti, conforme a Costituzione.<br \/>\nV&#39;\u00e8 anche l\u2019annosa questione di un sempre pi\u00f9 soverchiante rapporto tra Magistratura e gli<br \/>\naltri poteri dello Stato, mentre con il referendum sul cosiddetto taglio dei parlamentari<br \/>\nabbiamo avuto un ulteriore irrazionale attacco al sistema del mandato popolare, con la<br \/>\nriduzione del numero di deputati e senatori, rivelatore di insidiosi filoni di pensiero che<br \/>\nritengono oggi di poter fare sempre pi\u00f9 a meno della rappresentanza parlamentare, in una<br \/>\nvisione che si preannuncia sempre pi\u00f9 spocchiosamente volta a stravolgere l\u2019intero assetto<br \/>\ncostituzionale, frutto invece di un sapiente lavoro di cesellatura da parte dei nostri padri<br \/>\ncostituenti.<br \/>\n4) Il presidenzialismo colpisce al cuore la centralit\u00e0 del parlamento<br \/>\nNel consegnarci una delle pi\u00f9 belle Costituzioni i nostri padri costituenti ebbero molta cura<br \/>\nnel disegnare un impianto imperniato su un ruolo centrale del Parlamento nel sistema<br \/>\npolitico-istituzionale.<br \/>\nEssa richiese un lavoro di elaborazione e finitura giovandosi delle migliori competenze<br \/>\naccademiche cui non fu da meno la sapiente mediazione politica tra le diverse culture<br \/>\npolitiche a cominciare dall&#39;opera svolta dalla DC.<br \/>\nSi evit\u00f2 cos\u00ec sia l\u2019adozione pura di modelli che producessero nell\u2019esercizio delle funzioni di<br \/>\ngoverno aprioristiche divisioni nel paese, come accade con il presidenzialismo, sia<br \/>\ncommistioni ibride, favorendo invece la coesione e il coinvolgimento di altre forze politiche.<br \/>\nNon a caso, disancorandolo da funzioni che la riconducessero attivamente ad uno dei tre<br \/>\npoteri fondamentali dello Stato, si attribu\u00ec alla figura del Capo dello Stato il delicato compito<br \/>\ndi rappresentante dell\u2019unit\u00e0 nazionale.<br \/>\nL\u2019annunciato intendimento da parte di questa maggioranza di modificare la forma di governo<br \/>\ndella nostra Repubblica, introducendo un sistema presidenziale, oltre al fatto di vanificare il<\/p>\n<p>sapiente equilibrio dei poteri sostituendo alla centralit\u00e0 del parlamento la preminenza<br \/>\ndecisionale dell\u2019esecutivo, facente capo direttamente al presidente della Repubblica, che<br \/>\neletto direttamente dal popolo perderebbe la sua funzione di neutralit\u00e0, non appare<br \/>\ncomunque di facile applicazione, almeno come risulta nella forma pura del presidenzialismo<br \/>\namericano dove l\u2019elettorato ha sempre espresso un netto bipartitismo.<br \/>\nNon altrettanto agevole si presenta l\u2019ipotesi di un semi presidenzialismo alla francese,<br \/>\nespressione costituzionale della V Repubblica che risale a Charles De Gaulle.<br \/>\nQuesta forma di governo \u00e8 messa, in questi mesi, sempre pi\u00f9 sotto assedio da oceaniche<br \/>\nproteste di piazza accusando di tentazioni monocratiche il presidente Macron per aver<br \/>\nbypassato, nel varare la riforma delle pensioni, ogni concertazione con partiti e parti sociali,<br \/>\nimponendo il proprio punto di vista, avvalendosi di una norma ad hoc, senza alcun dibattito<br \/>\nparlamentare.<br \/>\nDi certo se all\u2019attuale scenario geopolitico, sempre pi\u00f9 estremizzato, aggiungiamo<br \/>\nl\u2019inconsulto assalto a Capitol Hill, tempio della democrazia americana, il 6 gennaio 2021 da<br \/>\nparte di sostenitori estremisti di Donald Trump, gli eventuali rischi di derive<br \/>\nantidemocratiche, in queste forme di governo presidenziali non appaiono essere, poi, oggi,<br \/>\ncos\u00ec poco verosimili.<br \/>\n5)Si al proporzionale per dare rappresentativit\u00e0 ad ogni angolo di territorio del paese<br \/>\ne s\u00ec alla sfiducia costruttiva<br \/>\nDa sempre il nostro modello elettorale \u00e8 stato il sistema proporzionale nell\u2019idea che una<br \/>\ndemocrazia deve assicurare la pi\u00f9 capillare realt\u00e0 dei territori.<br \/>\nPer questo oltre ad un impianto costituzionale imperniato sulla centralit\u00e0 del parlamento fu<br \/>\nprioritario il principio, seppur non costituzionalizzato, che il sistema elettorale non potesse<br \/>\nfare a meno di un modello che consentisse di assicurare la pi\u00f9 ampia rappresentanza ad<br \/>\nogni angolo di territorio della Repubblica.<br \/>\nPurtroppo la crisi e la degenerazione del sistema politico degli anni \u201890, favor\u00ec la demagogica<br \/>\npropaganda della priorit\u00e0 della stabilit\u00e0 dei governi sul principio della pi\u00f9 ampia<br \/>\nrappresentanza dei territori.<br \/>\nCon il referendum che ne segu\u00ec nel 1991 ed il successivo del 1993, promossi, tra altri,<br \/>\nproprio da un democristiano, il prof. Mariotto Segni, si introdusse un sistema maggioritario<br \/>\ndenominato \u201cMattarellum\u201d dal nome del suo principale ideatore, l\u2019allora on. Sergio Mattarella.<br \/>\nNe segu\u00ec un periodo di turbolenta alternanza tra i due principali poli, il centro destra ed il<br \/>\ncentrosinistra, rappresentati rispettivamente per quasi un ventennio dai due leader, Silvio<br \/>\nBerlusconi e Romano Prodi.<br \/>\nDopo arriv\u00f2 inopinatamente il governo dell\u2019austerity di Mario Monti che introdusse un regime<br \/>\ndi lacrime e sangue con grandi restrizioni nella spesa pubblica e nel sistema di welfare.<br \/>\nTuttavia l&#39;agognata stabilit\u00e0 non fu mai un traguardo raggiungibile per una sempre pi\u00f9<br \/>\ndiffusa consuetudine di scelte trasformiste e facili cambi di casacca.<br \/>\nAppare invece di particolare rilievo introdurre, sul modello tedesco, la sfiducia costruttiva<br \/>\nonde evitare crisi di governo al buio e facili cambi di maggioranza.<br \/>\n6)L\u2019Autonomia differenziata sia una giusta risposta all\u2019endemico divario nord-sud<br \/>\nNon \u00e8 un impegno da poco e neanche eludibile con i soliti slogan o le demagogie<br \/>\npropagandistiche.<br \/>\nUn problema atavico quello della questione meridionale, mai risolto, che richiede una chiara<br \/>\ne solida visione di paese, con lungimiranti investimenti infrastrutturali, misure di contrasto<br \/>\nalla criminalit\u00e0 ed una efficace tutela della produzione nazionale, costretta da un forsennato<\/p>\n<p>quadro di sfrenata globalizzazione ad inevitabili delocalizzazione, causando grosse sacche<br \/>\ndi disoccupazione ed una sempre pi\u00f9 temibile esposizione alle mire espansionistiche di<br \/>\neconomie egemoni.<br \/>\nDi certo poi non render\u00e0 pi\u00f9 agevole questo compito se in parlamento dovesse trovare<br \/>\ningresso senza quei giusti emendamenti il progetto di autonomia differenziata cos\u00ec come \u00e8<br \/>\nstata disegnata dal ministro Calderoli.<br \/>\nCi auguriamo che siano attivate sapientemente tutte quelle misure compensative capaci di<br \/>\ncontrobilanciare il consistente divario tra i gettiti delle diverse regioni.<br \/>\n7)L\u2019uso improprio dei Decreti Legge<br \/>\nEravamo ancora nella prima Repubblica quando Cossiga, da Capo dello Stato, non<br \/>\nsmetteva di sottolineare l\u2019abuso della decretazione d\u2019urgenza per materie e settori che non<br \/>\ntrovavano nel presupposto del Decreto Legge alcuna giustificazione.<br \/>\nA pi\u00f9 di trent\u2019anni da quell\u2019epoca, e nonostante i richiami della Corte costituzionale, la<br \/>\ndecretazione d\u2019urgenza continua ad essere facile veicolo per introdurre nei serrati limiti<br \/>\ntemporali di conversione del provvedimento governativo, materie e fattispecie che non sono<br \/>\ncompatibili con tale strumento legislativo.<br \/>\nPer quanto anche l\u2019attuale Presidente della Repubblica non abbia mancato di esercitare il<br \/>\nsuo vaglio critico nella sottoscrizione dei Decreti Legge presentati dal governo, sono molte le<br \/>\nescamotage cui si ricorre per introdurre durante il suo iter legislativo tematiche non<br \/>\nriconducibili ai presupposti della necessit\u00e0 e dell\u2019urgenza.<br \/>\nCi appelliamo ad una pi\u00f9 corretta etica parlamentare per arginare questo fenomeno.<br \/>\n8)Referendum e Petizione popolare<br \/>\nCome \u00e8 noto l\u2019istituto del Referendum \u00e8 da noi previsto solamente come pronuncia popolare<br \/>\nabrogativa.<br \/>\nEsso riproduceva la giusta logica che una Carta costituzionale che poneva al centro il<br \/>\nparlamento non aveva di che replicarsi in interpelli popolari propositivi per regolamentare<br \/>\nvuoti normativi.<br \/>\nLa crescente perdita di credibilit\u00e0 delle istituzioni parlamentari, sempre pi\u00f9 subalterne alla<br \/>\npessima consuetudine di agire in ogni campo con le decretazioni d\u2019urgenza( D.L) ha finito<br \/>\nper assorbire molta parte del confronto parlamentare, nella conversione in legge dei Decreti,<br \/>\nperdendo quel ruolo di mediazione delle istanze del paese veicolate dalle proposte di legge<br \/>\ndei rappresentanti di maggioranza e opposizione, presupposto di regolamentazioni assai<br \/>\nmeno divisive.<br \/>\nL\u2019introduzione del Referendum propositivo potrebbe spingere l\u2019istituzione parlamentare a<br \/>\nprendere in considerazione aspetti della realt\u00e0 non sufficientemente disciplinati.<br \/>\nLo stesso istituto del Referendum abrogativo andrebbe meglio commisurato nel quorum<br \/>\nsulla scia della consolidata tendenza di buona parte del corpo elettorale a non trovare pi\u00f9<br \/>\ninteresse a recarsi a votare.<br \/>\nDel resto l\u2019ultima consultazione nazionale di settembre scorso ha sancito l\u2019ulteriore trend in<br \/>\ndiscesa, essendosi recato a votare poco pi\u00f9 del 50 per cento dell\u2019elettorato.<br \/>\nUn astensionismo assai preoccupante cui evidentemente in nessun modo, ad oggi, i partiti<br \/>\nsono stati in grado di fronteggiare con le loro proposte politiche.<br \/>\nCon il paradossale risultato che questa maggioranza non rappresenta che circa il 30 per<br \/>\ncento dell\u2019elettorato.<br \/>\nSe Alexis de Tocqueville, che mise sapientemente sotto la sua serrata analisi i meccanismi<br \/>\ndella Democrazia americana, si fosse imbattuto in un quadro politico simile allo stato del<\/p>\n<p>nostro attuale sistema politico, sicuramente avrebbe avuto qualche difficolt\u00e0 a definire<br \/>\ndemocrazia un simile paradosso fondato su una sorta di \u201ctirannia della minoranza\u201d.<br \/>\nQuanto all\u2019istituto della petizione popolare, strumento propositivo ma senza una effettiva<br \/>\nincidenza, manca un\u2019efficace previsione di obbligo di calendarizzazione e di emanazione del<br \/>\nrelativo testo entro l\u2019ordinaria legislatura.<br \/>\nNon sarebbe ultronea una migliore regolamentazione di questo prezioso atto di impulso<br \/>\npopolare.<br \/>\n9)Magistratura e politica<br \/>\nAnche la Magistratura deve trovare una virtuosa sintesi nell\u2019evitare i troppi magistrati, fuori<br \/>\nruolo, di fatto sottratti alle funzioni giurisdizionali.<br \/>\nOccorre che il CSM, organo di autogoverno della magistratura, recuperi tutta quella<br \/>\ncredibilit\u00e0 che ha in qualche modo perso a seguito di noti episodi, al momento ancora<br \/>\noggetto di inchieste penali, mediaticamente definiti come \u201csistema Palamara\u201d, di cui c\u2019\u00e8 gi\u00e0<br \/>\nampia letteratura, in cui si tentavano improprie trattative tra togati e politici in occasioni di<br \/>\nnomine di vertice di taluni Uffici giudiziari.<br \/>\nEpisodi, di cui ovviamente attendiamo l\u2019esito delle inchieste giudiziarie, che hanno portato,<br \/>\nnel precedente CSM, alle dimissioni di alcuni componenti togati.<br \/>\nOccorre perci\u00f2 recuperare il giusto rapporto di fiducia tra magistratura e politica onde evitare<br \/>\nche legittime proposte, come la separazione delle carriere, finiscano per innescare una<br \/>\ningiusta crociata contro il potere giudiziario.<br \/>\nL\u2019obiettivo, a parte i tanti altri aspetti, appare poi strettamente collegato al concreto<br \/>\nbilanciamento del rapporto tra i poteri dello Stato come disegnato dalla Costituzione.<br \/>\nQuesto, tra le altre cose, presuppone che la politica sappia intercettare le nuove realt\u00e0 che<br \/>\nl\u2019evoluzione e il progresso sociale spesso affacciano, per non lasciare vuoti normativi.<br \/>\nPur riconoscendo che talune materie, soprattutto in tema di tutela della vita e della natalit\u00e0,<br \/>\nnon sono facilmente agibili se non in un quadro di saggia composizione dei valori come<br \/>\nsancito dalla nostra Carta costituzionale, governo e parlamento non possono lasciare per<br \/>\nlungo tempo vuoti normativi, idonei solo a creare fattispecie comportamentali le pi\u00f9 disparate<br \/>\ncon il rischio di compromissione di situazioni giuridiche talora meritevoli di tutela.<br \/>\n10)Governo, lentezza della Giustizia e politica criminale,<br \/>\nC\u2019\u00e8 la tendenza a rispondere, anche di recente, in occasione dei noti imbrattamenti di opere<br \/>\nd\u2019arte e di palazzi storici, e prima ancora con il Decreto sui rave party, ai comportamenti<br \/>\nilleciti con immediato inasprimento delle pene.<br \/>\nCos\u00ec esponendo spesso il sistema sanzionatorio a palesi sbilanciamenti delle pene previste<br \/>\nin rapporto ad altre fattispecie criminose.<br \/>\nUna consuetudine, ascrivibile all\u2019esigenza artificiosa di rispondere affrettatamente,<br \/>\nricorrendo alla decretazione d\u2019urgenza, a recidive comportamentali, anche se talvolta di non<br \/>\ngrande allarme sociale, che rivela un\u2019idea impulsiva e populista di politica criminale che, se,<br \/>\nda una parte, spesso non attutisce l\u2019entit\u00e0 del fenomeno criminale da arginare, non si mostra<br \/>\nneanche in linea con la giusta esigenza di mantenere un ragionevole bilanciamento del<br \/>\nsistema sanzionatorio, come spesso richiamato dalla Corte Costituzionale.<br \/>\nIn questa direzione si iscrive l\u2019articolata critica di questi giorni da parte dell\u2019attuale presidente<br \/>\ndella Consulta, prof.ssa Silvana Sciarra.<br \/>\nAppare evidente che occorre trovare altri modelli di dissuasione e risposta, non<br \/>\nnecessariamente collegati alla pena edittale, a comportamenti recrudescenti, penalmente<br \/>\nrilevanti.<\/p>\n<p>Permane invece sostanzialmente l\u2019annosa lentezza dei processi in sede civile e penale,<br \/>\nmentre \u00e8 prevedibile che neanche la recente riforma Cartabia avr\u00e0 l\u2019effetto di riportare tempi<br \/>\nragionevoli nel breve periodo.<br \/>\n11)Principio di non colpevolezza e diritto di cronaca<br \/>\nLa recente riforma Cartabia che ha di fatto vietato ogni pubblicazione sulla stampa di notizie<br \/>\nsu indagini penali in corso, senza che vi sia stata l\u2019autorizzazione del Procuratore della<br \/>\nRepubblica per garantire l\u2019effettiva attuazione del principio di non colpevolezza(art. 27 Cost.)<br \/>\nfino a sentenza definitiva, ha creato, una sorta di \u201coblio di Stato\u201d, cos\u00ec definito da<br \/>\nrappresentanti dell\u2019informazione, su tutti i procedimenti penali in corso, ed ha di fatto<br \/>\ndesertificato l\u2019informativa giornalistica sulle indagini penali e sui processi, fino a sentenza<br \/>\ndefinitiva.<br \/>\nUn duro colpo al sacrosanto diritto di cronaca?<br \/>\nForse andrebbe meglio bilanciata la tutela della presunzione d\u2019innocenza( per la cui giusta<br \/>\nosservanza abbiamo avuto un formale richiamo dall&#39;Ue) con l\u2019altro valore da salvaguardare,<br \/>\nappunto, il diritto di cronaca( art.21 Cost.), anch\u2019esso di rilievo costituzionale.<br \/>\nOccorre per\u00f2 uscire da certi clich\u00e9 giornalistici che da tangentopoli in poi ci hanno portati<br \/>\nspesso all\u2019 automatica assimilazione dell\u2019indagato con il colpevole del fatto, fino a rendere<br \/>\nirrilevante la notizia dell\u2019esito effettivo del processo, soprattutto se concluso con pronuncia<br \/>\nassolutoria.<br \/>\nAppare pertanto opportuno, pur salvaguardando concretamente la presunzione di innocenza<br \/>\nfino a sentenza definitiva, contemperare meglio i due principi tenendo conto del cruciale<br \/>\nruolo riconosciuto all\u2019informazione in democrazia, in quanto incomprimibile strumento di<br \/>\nconoscenza delle realt\u00e0 quotidiane e fattore di coscienza critica, pur se la tendenza alle<br \/>\nconcentrazioni non aiuta il pluralismo dell\u2019informazione.<br \/>\n12)PA: qualit\u00e0 delle procedure e investimenti, un binomio inscindibile<br \/>\n\u00c8 sempre pi\u00f9 evidente l&#39;inscindibilit\u00e0 del binomio tra procedure snelle e rapide e crescita<br \/>\ndegli investimenti non solo del nostro sistema imprenditoriale.<br \/>\nL\u2019Italia continua a contare un basso tasso di investimenti, sia interno che estero, per<br \/>\nl&#39;elefantiaco sistema burocratico che deprime le migliori intenzioni di investire nel nostro<br \/>\npaese.<br \/>\nCi\u00f2 risulta aggravato dalla lentezza del nostro sistema giudiziario nel dare risposte celeri e<br \/>\ncerte in breve tempo sui contenziosi cui vanno incontro i rapporti d\u2019impresa.<br \/>\nNon \u00e8 pertanto pi\u00f9 rinviabile la riforma della PA e il superamento di tutte quelle procedure<br \/>\nfarraginose e i passaggi talora evitabili da un ufficio ad un altro, per liberare le tante<br \/>\npotenzialit\u00e0 del sistema imprenditoriale, non solo interno, che spesso per non farsi macerare<br \/>\nda mesi o anni di incomprensibili logiche burocratiche preferisce investire in altri paesi dove<br \/>\nil disbrigo delle pratiche si risolve in poco tempo.<br \/>\nEsso pur essendo un punto assai rilevante del Pnrr, non pare aver trovato finora, nell\u2019ambito<br \/>\ndi una riconversione digitale, un grande e convincente progetto attuativo.<br \/>\nRoma, 18 aprile 2023<\/p>\n<p><strong>Luigi Rapisarda<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Istituzioni della nostra Repubblica trovano il loro regolamento nella Carta Costituzionale a partire dall\u2019art. 55 fino all\u2019art. 138. L\u2019ultimo articolo, il 139, sancisce che:\u201dLa forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u201d. 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