{"id":2049,"date":"2023-07-13T18:15:18","date_gmt":"2023-07-13T16:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=2049"},"modified":"2023-07-13T18:15:18","modified_gmt":"2023-07-13T16:15:18","slug":"partiti-e-identita-le-seduzioni-trasformiste-dei-partiti-della-xix-legislatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.afa-online.it\/?p=2049","title":{"rendered":"Partiti e Identit\u00e0: Le seduzioni trasformiste dei partiti della XIX legislatura."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-533\" src=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg\" alt=\"Luigi Rapisarda\" width=\"245\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda-768x940.jpg 768w, https:\/\/www.afa-online.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Luigi-Rapisarda.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a>Il titolo ci introduce in un argomento: il fenomeno del trasformismo dei rappresentanti delle<br \/>\nistituzioni, che non riguarda solo l\u2019attuale sistema politico.<br \/>\nUn genere vecchio di ben 150 anni: inizi\u00f2 infatti con il governo Depretis.<br \/>\nMa che ha trovato la sua massima espressione in questo ultimo trentennio parlamentare.<br \/>\nUn arma letale per i governi, spesso alla merc\u00e9 di pochi deputati e soprattutto (essendo in<br \/>\nquel ramo le massime criticit\u00e0 nella tenuta delle maggioranze)di due o tre senatori, decisivi<br \/>\nper tenere in piedi i governi.<br \/>\nOra comincia ad andare di moda il trasformismo dei partiti.<br \/>\nCi ha pensato Giorgia Meloni a inaugurare questa nuova tendenza.<br \/>\nSe pensiamo con quale veemenza ha condotto tutta la sua campagna elettorale e agli strali<br \/>\nche mandava dell\u2019opposizione contro scelte ritenute irrazionali o assai opinabili e a come<br \/>\ninvece, appena conquistata la responsabilit\u00e0 di capo del governo, ha operato una fulminea<br \/>\ntorsione identitaria, pur non abbandonando talune scelte normative o prese di posizioni, che<br \/>\nstrumentalmente sono servite e servono ad accontentare un elettorato pi\u00f9 fedele ai valori<br \/>\ndella destra ideologica, e una classe dirigente non adusa a linguaggio felpato del potere, pi\u00f9<br \/>\nvicina alla linea del predecessore Draghi in un quadro di ritrovato europeismo e un aplomb<br \/>\npi\u00f9 istituzionale(nel quadro di un progetto, non dichiarato di conquistare buona parte<br \/>\ndell\u2019elettorato di centro) fino a trovarsi contro persino i suoi sodali pi\u00f9 stretti, Orban e<br \/>\nMorawiecki in Europa e Salvini negli affari interni.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che questa tendenza ha finito per contagiare anche altre forze politiche.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 tutto un fluttuare tra politiche annunciate e pratiche parlamentari.<br \/>\nNon diversamente pu\u00f2 leggersi la dissonanza tra l\u2019aperta linea pacifista del Pd della Schlein<br \/>\ne il sostegno alla linea governativa di continuare ad inviare armi all\u2019Ucraina.<br \/>\nLa rigorosa linea di Conte, sempre teso a fare chiarezza sulle vicende del paese e la<br \/>\ndissonante opposizione alla commissione d\u2019inchiesta per fare luce sulla gestione<br \/>\ngovernativa delle scelte connesse ad arginare la pandemia da Covid 19.<br \/>\nLa disimmetria tra la linea lealmente europeista di Tajani e il suo sostegno sempre pi\u00f9<br \/>\nconvinto alle posizioni non del tutto adesive della premier Meloni verso le scelte della Ue.<br \/>\nAnche il nostro partito ha finito per restarne ammaliato.<br \/>\nC\u2019\u00e8, infatti, da qualche mese, ossia da quando si \u00e8 concluso il XX Congresso della<br \/>\nDemocrazia Cristiana,qualcosa che non torna nell\u2019indirizzo impresso dalla nuova segreteria.<br \/>\nL\u2019impressione non \u00e8 isolata.<br \/>\nPi\u00f9 di qualcuno si sta chiedendo dove volge il partito e quali contenuti politici sta elaborando,<br \/>\nnon essendo allo stato emersa alcuna linea sui temi cruciali che devono guidare il partito.<br \/>\nEppure non era stato da poco lo sforzo di chi, adempiendo al compito affidatogli dal<br \/>\nConsiglio Nazionale di delineare in seno ai lavori dell&amp;#39;assise congressuale i tratti essenziali<br \/>\nsu cui innestare i diversi contenuti programmatici, aveva creduto fortemente in quel lavoro<br \/>\npreparatorio, come base essenziale su cui costruire la linea programmatica.<br \/>\nQuel lavoro al momento pare sia rimasto nel cassetto, mentre lo sforzo da parte della<br \/>\nsegreteria sembra essersi concentrato solamente sull\u2019organizzazione nel territorio.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che procedendo di questo passo si accede ai vari ambienti e realt\u00e0 socio-<br \/>\neconomiche senza una precisa connotazione programmatica che renda chiara quale<br \/>\nvisione del paese si \u00e8 adottata e si vuole perseguire.<br \/>\nCon il rischio di trovarci cucito addosso il riflesso degli effetti delle scelte politiche che, per<br \/>\nassimilazione, quasi automatica, alla coalizione di centrodestra cui &#8211; ora, per un motivo, ora<\/p>\n<p>per un altro, anche se non poco ha giocato l\u2019obiettiva difficolt\u00e0 di raccolta delle firme &#8211; si sta<br \/>\nvolgendo da un paio di anni l\u2019interesse, ancor prima che il segretario ne fosse investito<br \/>\nformalmente, in tutti i momenti elettorali che man mano si sono dipanati in concomitanza con<br \/>\nle diverse scadenze piccole e grandi dal 2021 in poi (mentre alle politiche nazionali il partito<br \/>\nha scontato una trattativa rescissa all\u2019ultimo momento per l\u2019intesa Renzi-Calenda, mettendo<br \/>\nin campo il cosiddetto terzo polo).<br \/>\nEppure non solo in occasioni di convegni e interviste, ma in seno alla massima assise,<br \/>\nossia nel Congresso dello scorso maggio, resta vivo nelle nostre menti il forte richiamo del<br \/>\nsegretario nazionale, appena eletto, al popolarismo sturziano e la rivendicazione di<br \/>\nmantenersi distante da populismi, sovranismo e demagogie cangianti che invece da pi\u00f9 di<br \/>\nun lustro, con l\u2019eccezione del governo Draghi, dominano gli indirizzi politici governativi.<br \/>\nMentre sembrano ignorarsi i fermenti e le occasioni per la ricerca di una identit\u00e0 che<br \/>\nriconduca tutto il florilegio di ideali e i diversi filoni (che dal 1994 in poi hanno finito per<br \/>\nperseguire orizzonti contrapposti) alla matrice originaria, con una rinnovata lettura della<br \/>\nsociet\u00e0 odierna, che invece non si farebbe fatica a ritrovare nei tanti eventi di questi mesi in<br \/>\ncui sembra essersi accentuato uno scatto di orgoglio identitaria soprattutto nell\u2019area del<br \/>\npopolarismo, con la fuoriuscita di esponenti di primo piano dal Pd.<br \/>\n\u00c8 proprio di questi giorni l\u2019iniziativa di Fioroni di lavorare per trovare rinnovata identit\u00e0 a tutta<br \/>\nquella schiera di popolari che la segreteria Schlein, ha reso obiettivamente incompatibili con<br \/>\nle politiche di accentuazione del raggio dei diritti civili spesso in conflitto con la base dei<br \/>\nvalori riconducibili alla cultura di provenienza dei tanti amici che avevano scelto il Pd come<br \/>\nalfiere di un riformismo popolare-progressista.<br \/>\nResta per\u00f2 il fatto che anche l\u2019iniziativa di Fioroni,seppur di ampio respiro, non si iscrive<br \/>\nnella mission che invece dovrebbe stare a cuore alla DC e a tutti i democratici cristiani, di<br \/>\nritrovare una linea di dialogo e di convergenza programmatica e di collocazione che sia la<br \/>\ngiusta premessa per la ricomposizione dell\u2019area sotto l\u2019egida dello storico scudo crociato.<br \/>\nA tal proposito, ha scritto su Il Domani d\u2019Italia del 10 luglio scorso, Giuseppe Davicino:<br \/>\n\u201cLo stato dei partiti attuali dipende dalla personalizzazione della politica, che \u00e8 stata<br \/>\nintrodotta negli anni novanta con le elezioni dirette di sindaci e presidenti negli enti locali, e<br \/>\ncon il maggioritario per le elezioni parlamentari.<br \/>\nUn lucidissimo Guido Bodrato gi\u00e0 nel 1993 denunciava il fatto che tali riforme elettorali<br \/>\navrebbero portato ad una progressiva sostituzione delle gerarchie politiche con le gerarchie<br \/>\neconomiche. Eppure anche per i Popolari non c\u2019\u00e8 altra strada che passare attraverso<br \/>\nl\u2019attuale frammentazione e personalizzazione della politica per perseguire lo scopo di<br \/>\nricostruire un grande partito di centro, culturalmente plurale tra culture politiche compatibili,<br \/>\ndotato di democrazia interna effettiva, e dunque anche contendibile. Una presenza da<br \/>\nrilanciare con l\u2019organizzazione unita ad una costante capacit\u00e0 di elaborazione politica. Pi\u00f9<br \/>\nche agli organigrammi \u00e8 tempo di pensare alle idee e a come farle circolare. Pi\u00f9 che del<br \/>\nmanuale Cencelli si avverte la necessit\u00e0 dello spirito del Codice di Camaldoli, al cui 80\u00b0<br \/>\nanniversario la Fondazione Donat-Cattin ha dedicato un recente convegno di<br \/>\napprofondimento.\u201d.<br \/>\nConsiderazioni che &#8211; seppur sembrano trascurare la causa comune che da tempo spinge i<br \/>\ndiversi protagonisti della diaspora ad una auspicata ricomposizione nel segno di una<br \/>\ncomune riproposizione in chiave attuale del patrimonio ideale e di valori del partito &#8211; lasciano<br \/>\navvertire la comune esigenza di non trascurare le connotazioni programmatiche.<br \/>\nPer contro nessun cantiere in atto finora si \u00e8 visto negli Organi statutari a ci\u00f2 deputati,<br \/>\nmentre ai pur necessari obiettivi organizzativi non si accompagnano, in concomitanza,<br \/>\naltrettanti per la stesura programmatica secondo i diversi settori che investono la<\/p>\n<p>progettualit\u00e0 generale e particolare che ogni partito ha il compito di elaborare come<br \/>\nimprescindibile strumento identitario, per non cadere nella genericit\u00e0 e nell\u2019improvvisazione.<br \/>\nUn rapporto tra idee ed azione che deve trovare coerenza e fattibilit\u00e0 in un quadro<br \/>\nsolidarista, con al centro la persona, la famiglia, il lavoro ed un fisco equo.<br \/>\nInsomma un progetto politico del partito in continuit\u00e0 con i valori primari che lo hanno, dalla<br \/>\nsua genesi, orientato.<br \/>\nQuello che si pu\u00f2 trarre come conclusione \u00e8 l\u2019impressione, non troppo velata, che questa<br \/>\nsegreteria sia risoluta nel giocarsi la partita delle europee nella chiara determinazione di non<br \/>\npuntare sulla scommessa, che dal XIX Congresso fu avviata, di una posizione distinta e<br \/>\ndistante dalla sinistra demagogica e libertaria e dalla destra sovranista e populista, ma di<br \/>\nandare collateralmente al traino delle coalizioni di centrodestra, privilegiando collocazioni<br \/>\nancillari e marginali.<br \/>\nUna scelta che quasi tutta la parte storica del partito non sembra riuscire a condividere.<br \/>\nNon trascurando il fatto che la nuova nomenclatura del partito, costruita principalmente<br \/>\nattorno a personalit\u00e0, illustri, ma che difficilmente possono disfarsi di un pregresso bagaglio<br \/>\nidentitario su posizioni, che li ha visti protagonisti di difese, ora marcatamente forti sui diritti<br \/>\ndei singoli( no vax) in conflitto con esigenze precipue del bene comune( entrambi diritti<br \/>\ncostituzionalmente garantiti dove lo sforzo della mediazione, non solo del governo<br \/>\ndell\u2019epoca, doveva trovare la massima espressione)ora di militanze di chiara impronta<br \/>\nliberista, entrambe legittime, che vanno rispettate, perch\u00e9 anch\u2019esse non fanno che cogliere<br \/>\naspetti della societ\u00e0, che ben si iscrivono nell\u2019alveo del pluralismo, patrimonio storico del<br \/>\npartito, ma che non appaiono come il miglior accredito per proporsi, in questo fase politica,<br \/>\ncome pontieri per una mediazione sia nel quadro delle nuove prospettive di alleanze in vista<br \/>\ndella prossima legislatura, sia, guardando al nostro paese, con tutta l\u2019area della diaspora<br \/>\ndemocristiana, a cominciare dai popolari( quella pi\u00f9 in fermento in questo momento)per una<br \/>\nsoluzione di comune convergenza verso il partito, in una chiara posizione di baricentro tra le<br \/>\ndue coalizioni.<br \/>\nAnzi con la collocazione nei posti chiave, di personalit\u00e0 cos\u00ec identitariamente connotate, si<br \/>\nrafforza l\u2019impressione che stia prevalendo una visione personalistica del partito, che rischia<br \/>\ndi trasformarsi in mero comitato elettorale, puntando sempre meno sulle occasioni di<br \/>\ndibattito interno, volto pi\u00f9 alla ricerca di qualche scranno nelle istituzioni( a cominciare dal<br \/>\nparlamento europeo) anzich\u00e9 costruire un partito a lungo respiro che riporti equilibrio e<br \/>\ncoerenza nel sistema politico interno e non crei ambivalenza di linea nel quadro europeo del<br \/>\npopolarismo, dove si sta giocando una partita difficile, in vista del rinnovo della legislatura<br \/>\ndel prossimo maggio, soprattutto per l\u2019idea ardita del presidente del Ppe, Manfred Weber di<br \/>\nvoler abbandonare l\u2019attuale alleanza con i socialisti e portare i conservatori di G. Meloni e<br \/>\novviamente tutto lo schieramento di M. Le Pen e la Lega di Salvini a sostenere un nuovo<br \/>\nesecutivo, spostando il baricentro politico, nettamente a destra.<br \/>\nPer fortuna il suo temerario tentativo, ieri, nei primi assaggi di voto, in occasione<br \/>\ndell\u2019approvazione della legge di ripristino dei suoli naturali e dell\u2019ecosistema, non \u00e8 andato in<br \/>\nporto.<br \/>\nLa legge \u00e8 stata approvata dal parlamento europeo con il voto di sostegno di 21 deputati del<br \/>\nPpe in dissenso dalla indicazione del loro presidente M. Weber.<br \/>\nSperiamo che il presidente Weber sappia cogliere il chiaro segnale che l\u2019obiettivo di una<br \/>\ncoalizione tra Popolari e Conservatori, \u00e8 per natura e storia del Ppe, impraticabile.<br \/>\nCome \u00e8 indubbio il fatto che l\u2019idea di spostare a destra l\u2019attuale baricentro politico implichi<br \/>\nnecessariamente la consapevolezza di accettare il rischio di trovarsi nella prossima<br \/>\nlegislatura europea accanto ai rappresentanti dell\u2019Afd( gruppo di estrema destra<\/p>\n<p>tedesco)come possibili sostenitori del nuovo esecutivo( se davvero dovesse passare<br \/>\nquest\u2019operazione) e dei tanti piccoli gruppi di estrema destra che pullulano in questo<br \/>\nmomento in diversi stati dell\u2019Unione.<br \/>\nCos\u00ec come \u00e8 deprimente immaginare l\u2019effetto consequenziale di un Europa sotto la tenaglia<br \/>\ndei nazionalismi.<br \/>\nSarebbe come dare consapevolmente la stura ad uno sgretolamento dell\u2019Unione,<br \/>\nvanificando per sempre il sogno di un&amp;#39;Europa unita, come la immaginarono i padri<br \/>\ncostituenti: K.Adenauer, A. Spinelli,A. De Gasperi, J. Monet e R. Schuman.<br \/>\nPer fortuna quel voto di ieri dei 21 eurodeputati del Ppe,in dissenso dall\u2019indicazione del loro<br \/>\ncapogruppo, ha reso evidente che questa strategia politica \u00e8 non solo temeraria, ma assai<br \/>\ndivisiva.<br \/>\nPonendo in chiave strumentalmente pi\u00f9 utilitaristica( ma non dovrebbe essere il nostro modo<br \/>\ndi ragionare)la questione sul futuro politico del partito, c\u2019\u00e8 da chiedersi se le nostre<br \/>\ncandidature si dovessero costruire ricorrendo a personalit\u00e0, caratterizzati da forti<br \/>\ncapovolgimenti identitari, quali aspettative potremmo coltivare circa l\u2019affidabilit\u00e0 progettuale e<br \/>\nl\u2019effettivit\u00e0 di quei valori che la DC, attraverso il suo prezioso pluralismo interno, ha<br \/>\nrappresentato e che si vogliono rimettere in campo in coerenza con un\u2019aggiornata visione<br \/>\ndel paese e del suo sviluppo equilibrato e sostenibile?<br \/>\nCerto, nessuno si nasconde il cielo con un dito.<br \/>\nSe da una parte potranno apparentemente trarsi sufficienti consensi per il raggiungimento di<br \/>\nquel minimo elettorale in grado di conquistare qualche rappresentanza, dall\u2019altra questa<br \/>\nartificiosa operazione potrebbe trasformarsi in una vittoria di Pirro, finendo per vanificare la<br \/>\nricerca di un consenso solido e autonomo che fondi il proprio accreditamento su un progetto<br \/>\ndi paese che in filigrana non abbia rifrangenze demagogiche o populiste.<br \/>\nQui non \u00e8 in gioco la legittimit\u00e0 di chi iscrivendosi al partito eserciti un proprio diritto di<br \/>\nelettorato passivo in concomitanza con la scelta degli organi a ci\u00f2 deputati.<br \/>\nIl problema sorge se di questi casi se ne fanno i portabandiera di un progetto politico che<br \/>\ncoinvolge in toto il partito, la sua storia e le sue ramificazioni territoriali.<br \/>\nVien da chiedersi, e da chiedere ai nostri massimi dirigenti, se davvero si abbia in proposito,<br \/>\no in pectore, di procedere con simili modalit\u00e0 elettorali, rischiose per il futuro, in continuit\u00e0,<br \/>\ndel partito, esponendoci a quell\u2019elettorato ( pi\u00f9 vicino al quadro di valori, che da sempre ha<br \/>\ncaratterizzato la DC) cui potrebbero indurre perplessit\u00e0 e diffidenza, perch\u00e9 ancora troppo<br \/>\nsoverchiante e abbastanza recente un certo protagonismo \u201cantisistema\u201d, o una militanza<br \/>\npregressa ben connotata, almeno per come molti li abbiamo percepiti, con il rischio di<br \/>\nperdere l\u2019occasione per costruire un\u2019autentica alternativa di centro che ancora manca, a tutto<br \/>\nvantaggio delle estremizzazione ancora pi\u00f9 accentuata del sistema politico.<br \/>\nPeraltro in questo quadro come in una sorta di gioco magico il partito che c\u2019\u00e8 finisce per non<br \/>\nidentificarsi con quello che si percepisce, con il rischio di connotarsi di perniciosa<br \/>\nambivalenza identitaria.<br \/>\nSapr\u00e0 il segretario nazionale Tot\u00f2 Cuffaro riportare il partito nel solco degli insegnamenti di<br \/>\ndon Sturzo e di tutto quel patrimonio di valori e di visione del paese capace di porsi come<br \/>\nfulcro di un equilibrio del sistema politico &#8211; oggi sempre pi\u00f9 polarizzato &#8211; di contribuire a<br \/>\nridurre divari e diseguaglianze tra i ceti sociali e sostenere politiche di autentico sviluppo<br \/>\nsostenibile e di progresso, nella pace tra i popoli, per un futuro che sia di tutti e non per<br \/>\npochi.<br \/>\n13.07.2023<br \/>\n<strong>Luigi Rapisarda<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo ci introduce in un argomento: il fenomeno del trasformismo dei rappresentanti delle istituzioni, che non riguarda solo l\u2019attuale sistema politico. 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