“Rottamazione quinquies, disciplina, casi pratici e tributi locali”: nuovo evento formativo coorganizzato dall’A.F.A., dall’A.DO.C.E.C. e Camera degli Avvocati Tributaristi di Catania, con il patrocinio del C.O.A. di Catania, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania e del Comune di Acireale

Cass. Civ. Ordinanza n. 5366 del 2026: il giudice tributario può disapplicare il regolamento comunale qualora ne ravvisi l’illegittimità.

Avv. Salvatore Torchia

La Cassazione, con Ordinanza n. 5366 del 10 marzo 2026, ha stabilito che il giudice tributario può disapplicare il regolamento comunale qualora ne ravvisi l’illegittimità.

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Con questa decisione la Suprema Corte va voluto chiarire che il potere di disapplicare un regolamento comunale trova fondamento nell’art, 7, comma 5, del d.lgs. n. 546 del 1992. Questa legge, infatti, attribuisce al giudice tributario la facoltà di disapplicare atti amministrativi generali, come i regolamenti comunali, se ritenuti illegittimi. Il  potere di annullamento, invece, spetta al giudice amministrativo.

 Avv. Salvatore Torchia

Scarica l’Ordinanza in formato pdf: Cass. Civ. Ordinanza n. 5366 del 2026

Cass. Civ. Ordinanza n. 1283/2026: il Giudice di appello non eccede dai propri poteri se riconosce il giusto fondamento della tesi di una delle parti alla luce di una normativa diversa rispetto a quella invocata

Avv. Salvatore Torchia

La Cassazione, con Ordinanza n. 1283 del 21 gennaio 2026, ha stabilito che il Giudice di appello non eccede dai propri poteri se riconosce il giusto fondamento della tesi di una delle parti alla luce di una normativa diversa rispetto a quella invocata. Infatti, è compito del Giudice individuare ed applicare il diritto vigente, fermo restando che l’esercizio, proprio del Decidente, del potere di qualificazione, non può comportare la modifica della domanda o l’introduzione di una eccezione in senso stretto.

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In sostanza la Suprema Corte ha voluto chiarire che il giudice d’appello, nel processo tributario, è tenuto a  individuare ed applicare il diritto vigente. Di conseguenza può riconoscere il giusto fondamento della tesi di una delle parti applicando una normativa diversa rispetto a quella invocata in giudizio. Ciò significa che, in secondo grado, è possibile individuare il corretto fondamento giuridico della pretesa o della difesa anche richiamando una normativa diversa da quella invocata dalle parti. Tale esercizio del potere di qualificazione non comporta una modifica della domanda nè introduce nel giudizio una eccezione in senso stretto.

Avv. Salvatore Torchia

Scarica la Sentenza in formato pdf: Cass. Civ. Ordinanza n. 1283 del 2026