L’Associazione Forense Acese, in occasione delle festività natalizie, promuove l’iniziativa dell’Associazione Angelica La Forza del Sorriso

“L’Avvocato: rapporti con il cliente, segreto professionale ed alternative dispute resolution”: questo il titolo dell’evento formativo del 5 dicembre prossimo coorganizzato dall’A.F.A. col patrocinio del C.O.A. di Catania e di quello del Comune di Acireale.

Cassazione Civ. Ordinanza n. 15215 del 2025: “non viene meno il diritto di detrazione, per le spese di risparmio energetico sugli  edifici, anche se sia stata tardiva la trasmissione delle necessarie certificazioni.”

Avv. Salvatore Torchia

La Cassazione, con l’ordinanza n. 15215 depositata il 7 giugno 2025, ha stabilito che non viene meno il diritto di detrazione, per le spese di risparmio energetico sugli  edifici, anche se sia stata tardiva la trasmissione delle necessarie certificazioni. Infatti non esiste alcuna specifica norma che ne sancisce la decadenza.

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Secondo l’ Agenzia delle Entrate vi era stata una tardiva comunicazione, relativa alle opere di efficientamento energetico, al preposto ente pubblico Enea, a cui vanno trasmesse le schede relative agli interventi. Da ciò a giudizio dell’Ufficio , ed anche dei giudici di secondo grado, discendeva la decadenza dal diritto di detrazione. La Suprema Corte, invece, è stata di diverso avviso.  Infatti ha ribadito l’orientamento secondo il quale , in tema di benefici fiscali per spese di riqualificazione energetica degli edifici, l’inosservanza del termine di 90 giorni dalla conclusione dei lavori per l’inoltro della comunicazione all’Enea, ai sensi dell’art. 4 del Dm del 19/02/2007, non costituisce causa di decadenza dal godimento della detrazione. Infatti, in assenza di una espressa previsione normativa, la decadenza non si evince nemmeno da una sistematica interpretazione della disciplina primaria e secondaria. La Cassazione ha quindi chiarito che l’adempimento , previsto dal citato Dm, è prescritto solo ai fini statistici.

 Avv. Salvatore Torchia

Scarica l’Ordinanza in formato pdf: Cass. Civ. Ordinanza n. 15215 del 2025

L’Associazione Forense Acese festeggia il traguardo dei 103 anni compiuti dal proprio decano: l’Avv. Gino Arcifa

Avv. Gino Arcifa

Gino Arcifa, nomen brevis a conferma della rapida intelligenza e dello zelo ineguagliabile. Allievo prediletto del prof. Vito Reina, ordinario di procedura penale nell’Università di Catania. Mi ha spesso raccontato di Verona e di quand’era militare. Il che lo ha forgiato dandogli una visione ordinata anche nel lavoro. Un uomo semplice, come semplici le sue brevi vacanze sulle Alpi, fatte di passeggiate e silenzio con l’occhio rivolto alle cime nevose. La sua persona ha emanato, e continua ad attrarre, simpatia, rispetto e gioiosità. Affettuoso e provvido di consigli soprattutto verso i giovani. Avrei voluto far pratica nel suo studio. Impossibile, l’avvocato Gino non ha mai accettato praticanti. Epperò, ho frequentato ugualmente Via del Popolo 35. Interminabili confronti, fino a tarda ora, che finivano col saccheggio della sua ricca biblioteca e con leccornie preparate dalla Signora Anna. Gino è stato intimo amico di Enzo Marangolo. Gli ha voluto molto bene. Rapporti professionali e umani intensi con Nino Geraci, Luigi Seminara, Iuzzo Aleo, Nino Magnano di San Lio, Turi Miano, Peppino Trombetta, Enzo Trantino, Delfino Siracusano, Nino Galati e altri brillanti avvocati. Leale e specchiato, il codice deontologico forense è Gino Arcifa. Impegnato in vicende che hanno fatto la storia giudiziaria del ‘900 e del secolo in corso. Patrono di parte civile in gravi processi di sequestro di persona seguiti da omicidio della vittima. Sempre presente in tutte le sessioni dell’Assise. I fascicoli studiati sillaba dopo sillaba, una precisione meticolosa con lente microscopica. I suoi atti chiari, ricchi di richiami giurisprudenziali e dottrinari. All’avvocato Arcifa devo la stesura dei miei primissimi ricorsi in Cassazione dove, non so per quale motivo, era conosciuto col cognome ARCIFA’! Un accento fuori posto quasi a sottolinearne il carattere eccentrico e raffinato. Insomma, un avvocato vero e rispettato dalla Magistratura. Le sue discussioni: accerchiare l’antagonista, stringerlo in una morsa leale, senza scontri, rassicurare il Decidente. Una vera e propria scalata al fine di conquistare la vittoria. Zio Gino, un atleta della toga, col suo tocco di abiti sartoriali e cravatte d’alta classe. Quella classe elegante e innata. Auguri ricchi di riconoscenza e di amicizia.

Enzo Mellia

Acireale, 18.XI.2025