Avv. Salvatore Torchia

La Cassazione, con la sentenza n.7692 del 30 marzo 2026, ha affermato che l’Amministrazione, per pretendere il pagamento delle imposte in Italia da parte di una società con sede all’estero, deve provare che la società estera sia una costruzione artificiosa, priva di effettiva autonomia economica e organizzativa.

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La Suprema Corte, nella sopraddetta pronuncia, parte dalla definizione consolidata di  “esterovestizione”, quale fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale, finalizzata a conseguire indebiti vantaggi fiscali. Tuttavia, tale nozione deve essere letta alla luce dei principi dell’Unione in materia di libertà di stabilimento, che impediscono di considerare abusiva, in via automatica, la scelta di localizzare una società in un altro Stato membro.  Di conseguenza, deve essere esclusa qualsiasi  presunzione generalizzata di abuso fondata sulla mera circostanza che l’attività si svolga prevalentemente in un diverso Paese. In  definitiva, la Cassazione, respingendo nel caso in specie il ricorso dell’Ufficio, ha precisato che l’Amministrazione deve dimostrare non sola la localizzazione in Italia delle attività gestionali, ma anche che la società estera sia una costruzione di puro artificio, priva di reale sostanza economica.

  Avv. Salvatore Torchia

Scarica la Sentenza in formato pdf: Cass. Civ. Sent. n. 7692 del 2026

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